Pubblicazioni



Cari saluti da Monza
Le cartoline di Alfredo Viganò 
I° Volume






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Novellette degli odori - La grande bua
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I fiori del parco di Monza nelle fotografie di Vladimiro Ferrari. 
Quaderno n.3
Schede Anna Zaffaroni - Ottobre 2008 - CREDA editore - 24 €



Tutte le foto di questo volume sono state scattate da Vladimiro Ferrari nel Parco di Monza a testimonianza della ricchezza e della varietà dei suoi ambienti: prati, zone umide, sottobosco. Alcuni fiori sono facili da ritrovare, data la loro ampia diffusione, come l'aglio orsino o la pratolina, altri invece hanno un'apparizione più fugace e puntuale e andranno ricercati con pazienza.
I fiori sono presentati per stagioni di fioritura, anche se la suddivisione è solo indicativa perché alcuni fiori sono presenti in più di una stagione e particolari condizioni climatiche possono alterare il periodo indicato. Le schede sono accompagnate da una fascia colorata che indica i mesi di fioritura e da un riquadro con le principali caratteristiche botaniche.
Vladimiro scattava per la sua passione di fotografo e per il suo piacere di naturalista, senza il proposito di dar vita ad una documentazione esauriente; per questo non abbiamo avuto paura, in caso di necessità, di sostituire i fiori con foglie o frutti.

Vladimiro Ferrari (1924-2003), figura esemplare di cittadino impegnato nel campo politico e sociale ed anche di amante della natura e dell'arte della fotografia. Nato a Monza da una famiglia di vittime del fascismo fu partigiano nella brigata Cremona e per la sua attività nella Resistenza fu insignito della Croce al merito di guerra. Dal 1964 per 28 anni fu consigliere comunale di Monza e nel 1978 fu vicesindaco della città. Per i suoi meriti come pubblico amministratore Monza gli assegnò il "Giovannino d'oro " e la Provincia di Milano una medaglia d'oro. Impiegato all'ENEL svolse attività sindacale anche a livello nazionale.
Testimonianze della sua arte fotografica sono i volumi "La Villa Reale di Monza" (Pro Monza, 1984) e "I volti di Monza" (Amici dei Musei di Monza, 1999). Alla sua figura e ai suoi scritti è dedicato il volume "Per Vladimiro Ferrari" (Monza, Domani, 2005).

Anna Zaffaroni, naturalista e botanica, lavora nel campo dell'educazione ambientale e della ricerca. Ha collaborato con il Club Alpino Italiano alla campagna di rilievo della rete escursionistica transfrontaliera nelle Province di Varese, Como e Sondrio (Il Balcone Lombardo, CAI - Regione Lombardia, 2002) e con la Regione Lombardia al progetto "Valorizzazione delle ville gentilizie dell'area Nord Milano", approfondendo gli aspetti botanici e vegetazionali. Con CREDA onlus Editore ha pubblicato I giardini dell'Avifauna (Monza, 2007).

per vedere i Fiori del Parco di Monza





Il parco, la Villa. Quaderno n. 5 dedicato a Giovanna Mussi.
Tipografica sociale, dicembre 2006, pp. 112


Nel 1988 Giovanna Mussi Iotti, in qualità di assessore al Patrimonio, Parco e Villa Reale del Comune di Monza, dava vita ai Quaderni: "Il Parco, la Villa", illustrandone le motivazioni.
Nelle sue intenzioni vi era l'approfondimento dei vari aspetti del Parco: storici, paesaggistici, architettonici, botanici, idraulici, geologici. Questa iniziativa era per lei "frutto di amore, anzi passione, per questa grande e complessa creatura che è il nostro Parco. E come sempre si esige una profonda conoscenza di ciò che si ama".
I collaboratori dei quattro Quaderni usciti negli anni seguenti (il secondo nel 1989, il terzo nel 1991 e il quarto nel 1993) hanno fatto del loro meglio per attenersi a queste linee-guida tracciate da Giovanna.
Gran parte di loro ha, poi, ritenuto che il modo migliore per ricordare questa grande amica fosse quello di pubblicare un nuovo numero della Rivista attenendosi agli orientamenti originari. Come del resto si era già fatto nei fascicoli precedenti, si sono qui inclusi studi riguardanti non solo il Parco e la Villa di Monza, ma l'intero Parco della Valle del Lambro, di cui quello monzese fa parte.
Conferisce ora maggior validità a questa scelta l'ultimo incarico politico-amministrativo assunto da Giovanna come designata dal Comune di Monza nel Consiglio di Amministrazione dell'Ente Parco Valle del Lambro, con sede a Triuggio. Anche per questa attività, svolta con il consueto impegno, Giovanna ha voluto coinvolgere alcuni dei collaboratori della Rivista.
Assieme ai contributi di componenti del nucleo redazionale originario dei Quaderni, si sono inseriti gli scritti di studiosi e professionisti che si sono occupati delle tematiche proprie della Rivista.
Il Quaderno è stato suddiviso in tre sezioni. La prima raccoglie gli articoli relativi al LAMBRO E LA SUA VALLE. Oltre alle problematiche relative al Parco della Valle del Lambro si è ritenuto opportuno prendere in esame anche quelle concernenti il Lambro non solo nel suo corso in Brianza ma anche all'interno dell'intero territorio del Comune di Monza: in effetti il fiume può essere considerato la "spina dorsale" del Parco Valle Lambro e, a detta di V. Bettini, è "l'elemento di coesione di tutta la struttura del Parco di Monza".
Vi è poi un ulteriore motivo per riservare una sezione della Rivista al Lambro: nel 1997 Giovanna, alla guida data una lunga e documentata ricerca sulla mappa settecentesca del Filippini, conservata nella Biblioteca Civica e mostrante come era la città e l'adiacente campagna nel 1722, ottantatrè anni prima della formazione del Parco, alla cui STORIA è dedicata la seconda sezione di questo libro. Anche la terza e ultima sezione, intitolata alla VILLA REALE, è in perfetta sintonia con i princìpi che ispirarono la nascita dei Quaderni.


per vedere il parco la villa n. 5








Il parco, la Villa. Quaderno n. 6. Le prospettive per il Parco.












per vedere il parco la villa n. 6







Il parco, la Villa. Quaderno n. 7. Eugenio di Beauharnais.
















Per vedere il Parco, la Villa n. 7





La Monza di Augusto Merati, antologia degli scritti storici. 
Tipografica sociale, dicembre 2004, pp. 224



L'impostazione di questo volume nasce dalla consapevolezza che non si può parlare di Augusto Merati senza cedere a lui la parola. Per questo il libro dedica le prime pagine a quanti hanno illustrato la sua figura in occasione del Convegno organizzato da NOVALUNA e dal Comune di Monza il 13 febbraio 2004, quasi ad introduzione di una antologia degli scritti più significativi di Merati.
Gli interventi degli studiosi che hanno partecipato al citato Convegno sono stati appositamente elaborati per questa pubblicazione. L'ambito delle relazioni riguarda la loro specifica competenza: l'archeologia per Ermanno Arslan, Soprintendente ai Musei del Castello Sforzesco di Milano, la storia per Renato Mambretti dell'Istituto di Storia Medioevale dell'Università Cattolica di Milano, la storia dell'arte per Graziano Alfredo Vergani, docente di Storia dell'Arte Medioevale all'Università di Macerata.
Le tre discipline riguardano l'attività di Merati come ricercatore e studioso delle evidenze storico-artistiche del territorio di Monza e Brianza, anche se non esauriscono la complessità della figura dello studioso che si è dedicato anche ad interessi di natura filologica e letteraria soprattutto nella onomastica e nella dialettologia. L'antologia degli scritti di Merati intende riprendere e integrare gli ambiti disciplinari già individuati dai tre studiosi.
Per l'archeologia sono state richiamate le scoperte più significative: il ponte romano di Arena e i reperti dell'antico oraculum teodelindeo.
Per la storia dell'arte monzese ci si è concentrati sui tre monumenti principali: il Duomo, l'Arengario, la Villa Reale.
Per la storia cittadina si sono riportate le pagine più interessanti sull'urbanistica medioevale. Sono stati infine riportati due saggi della ben più ampia produzione editoriale sui dialetti e le tradizioni locali.
Poiché gli studi effettuati anni fa dal nostro autore sono stati proseguiti da altri ricercatori anche con esiti diversi, la scelta dei testi è stata circoscritta a quelle acquisizioni scientifiche che sono state successivamente confermate, come attestano i saggi introduttivi del volume.
In particolare si è dato preferenza alle descrizioni colorite ed immediate che Merati ha fatto della sua avventura archeologica, perché ci pare che illustrino in mo- 11 modo più diretto la sua personalità. I testi sono stati riportati integralmente dalle pubblicazioni già edite, salvo la riduzione del ricco apparato iconografico che le rendeva attraenti e didatticamente efficaci. A questa limitazione, che certamente non sarebbe piaciuta all'autore, siamo stati costretti dalla esigenza di offrire una maggior varietà di scritti entro un limitato numero di pagine, rinviando quanti fossero interessati a tutte le foto e i disegni, fatti dallo stesso Merati, a consultare le edizioni originarie, espressamente citate.
Ringraziamo gli editori e le istituzioni pubbliche e private che hanno autorizzato la riproduzione dei testi.
Ci auguriamo che la possibilità offerta con questa pubblicazione di conoscere almeno parzialmente l'opera di un autore così caro ai monzesi, i cui volumi sarebbero oggi consultabili solo in biblioteca, possa divulgare anche presso le nuove generazioni la conoscenza e l'amore per Monza e la sua storia.


per vedere la Monza di Augusto Merati






Giocavamo alla guerra. Memorie di giovani monzesi. 
Tipografica sociale, dicembre 2002, pp. 128



Questo è un libro di ricordi. I ricordi del passato giungono alla riva del presente come ondate ora deboli e sfrangiate ora tumultuose e irruenti. I ricordi lontani non sono mai ordinati e nitidi, ma spesso sono confusi e ripetitivi. Di un avvenimento storico ci rimane impresso ciò che ha colpito la nostra sensibilità personale e forse ci sfuggono gli aspetti più importanti. Quando poi gli eventi sono visti con occhi di bambini, che vedono gli adulti guardando all'insù, rischiano di essere ricordati in una prospettiva sbagliata.
Questo è un libro scritto da adulti che ricordano quando erano bambini, con tutti gli inconvenienti di parzialità e soggettività che ciò comporta. Ma proprio questo è l'interessante.
Libri di storia sull'Italia durante la Seconda Guerra Mondiale tutti ne abbiamo letti. Ciò che mancava, per la nostra città, era il racconto spontaneo di persone qualunque, spesso conosciute per amicizia, che ci ricordasse come era la loro fanciullezza durante la guerra. In una simile raccolta di ricordi, lasciata alla spontaneità degli scriventi, era inevitabile quell'accavallarsi e ripetersi di temi e di episodi che appunto assomigliano al moto delle onde su una spiaggia; ma è dall'insieme di questo sommovimento di memorie riportate a riva dal profondo del nostro passato ormai sessantennale che nasce il fascino di questa pubblicazione. 
Forse anni addietro si sarebbero potute raccogliere le memorie di anziani che vissero gli anni della guerra con più consapevolezza e sofferenza. 
Per la nostra città ci si deve limitare a ricorrere al libro "Monza nella Resistenza", curato da Vittorio D'Amico nel 1960, e più recentemente a "Testimonianze di donne monzesi dall'antifascismo alla Resistenza", edito da Novaluna nel 1995. Restano poi alcuni scritti autobiografici importanti. Citiamo: "Tornim a baita", di Giambattista Stucchi, "A Gusen il mio nome è diventato un numero", di Angelo Signorelli, "La Prova" di Vittorio Bellini.
Le testimonianze qui raccolte hanno invece il denominatore comune di essere scritte da persone che hanno vissuto gli anni Quaranta da ragazzi e quindi di riportare il clima di quella fanciullezza difficile vissuta in tempo di guerra. Sono stati accolti alcuni contributi di monzesi di adozione la cui esperienza della fanciullezza vissuta in altre località ha arricchito il panorama della rassegna, ma gran parte degli scritti ha come teatro le città di Monza e Milano e i paesi dove le famiglie monzesi sfollarono nei momenti più pericolosi. Pur nella loro eterogeneità i brani raccolti formano una storia coerente: si inizia dalle descrizioni della vita infantile e poi adolescenziale di un tempo, le scuole, i giochi, la vita famigliare all'insegna dell'autarchia economica. Poi ci si diffonde nei ricordi di guerra dove prevalgono gli episodi dei bombardamenti, vissuti stando nel rifugi, e degli occasionali incontri con i militari tedeschi. Infine notevole spazio è dato alla Liberazione e a tutti gli episodi ora drammatici ora di sollievo seguiti al 25 Aprile.
Quale può essere il senso di questa storia minore, di queste vicende domestiche che hanno accompagnato, ora da lontano ora più da vicino, gli eventi più luttuosi e tragici del secolo ormai trascorso? Gli autori di questi scritti, che in buona parte ora sono nonni, potrebbero guardare gli occhi sereni e fiduciosi dei loro nipotini e immaginare quale dramma si scatenerebbe sul loro capo se oggi si ripetessero simili eventi bellici che con l'attuale evoluzione tecnologica sarebbero ancor più disastrosi. Il ricordo della guerra non può che essere una invocazione di pace. Gli egoismi nazionalistici, le prevaricazioni economiche, il razzismo strisciante, il terrorismo fondamentalista sono angosciosi fantasmi che evocano scenari di guerra. Opporsi a questa deriva è compito dei costruttori di pace. A costoro sono dedicate queste pagine che ricordano i mali di una guerra ormai lontana e la gioia di una pace faticosamente ritrovata.


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Cortili & Giardini di Monza. Al di là del muro oltre il cancello.

Catalogo della mostra: Arengario: maggio/giugno 2001.
Tipografica sociale, aprile 2001, pp. 130  


La curiosità, la voglia di sapere, di conoscere è una caratteristica comune ai soci di NOVALUNA: sempre grande quella per la nostra città.
Questa volta, ci ha spinto ad andare al di là dei muri e oltre i cancelli a scoprire cortili e giardini, nella speranza - che si è fatta certezza - di scoprirne più di quanto potessimo pensare. Non è stato tuttavia senza incontrare resistenze e divieti da parte di chi si è mostrato, pur legittimamente, geloso della sua privacy. Molti invece, approvando la nostra curiosità, mossa dal desiderio di conoscere e far conoscere meglio la città, ci hanno gentilmente e generosamente fatti partecipi della loro ricchezza di verde e di storia, di particolari e a volte spettacolari vedute.
Il nostro interesse, non appagato, ci ha spinto, impegnando le scarse risorse dell’Associazione e quelle di singoli soci (tuttora in attesa di rimborso) ad organizzare un volo in elicottero e insieme al fotografo professionista Umberto Isman abbiamo ripreso dall’alto il sistema del verde cittadino.
Dall’ufficio tecnico del Comune abbiamo avuto le foto del volo aereo.
Con il materiale raccolto abbiamo ora allestito questa mostra, arricchendola a completamento culturale del quadro, di significative testimonianze letterarie e figurative di artisti per lo più monzesi e disegni di piccoli studenti. Non è stato semplice e dobbiamo ringraziamenti a chi ci ha aiutato, nello stesso nostro spirito di servizio alla cittadinanza.
Il progetto della mostra è del 1998 e lo stesso Sindaco, informato dell’iniziativa, si era mostrato entusiasta, sensibile all’idea di fondo di far conoscere meglio e valorizzare la città, coinvolto tanto da spronarci a procedere senza indugi fornendoci anche di una lettera di presentazione.
Purtroppo, ritardi burocratici e, ancora nel 2000, la presenza del sistema espositivo per le mostre del Giubileo, che ha impegnato la sala ben oltre il previsto, hanno fatto slittare la realizzazione ad oggi, quando ormai i finanziamenti a suo tempo promessi e previsti ancora nel bilancio 2000 non sono più disponibili.
«Vedremo come fare» ha detto il Sindaco al nostro rappresentante. Siamo sicuri che non verrà meno all’impegno preso di appoggiare questa iniziativa che ha molto caldeggiato.


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Monza, vent'anni. Immagini del ventennio 1945-1965. 
Mostra fotografica e documentaria. Galleria Civica: 1 aprile / 10 maggio 2000.
Tipografica sociale, ottobre 2000, pp. 216

Credo sia capitato ad ognuno di noi, soprattutto a quelli per cui la gioventù è ormai un ricordo, di avere trovato in fondo a un cassetto una vecchia cartolina o una foto, troppo spesso senza data, in bianco e nero, certo d'altri tempi.
La prima reazione, sollecitata da nostalgica e meravigliata ironia, è di continuare la ricerca di altre vecchie immagini, per far riaffiorare tempi più o meno lontani, più o meno felici, a innescare una serie di ricordi a loro volta belli e meno belli. E' quello che più o meno è avvenuto, soprattutto grazie alla curiosità di Giorgio Crippa e all'entusiasmo di Sandro Gnetti.
Nel programma della manifestazione "L' Altro Ventennio", organizzata nel 1999 da NOVALUNA in collaborazione con altre nove Associazioni culturali monzesi presenti attivamente sul territorio e in collaborazione con il Comune di Monza, era stata prevista e attuata una mostra alla Galleria Civica, dal titolo IMMAGINI E DOCUMENTI MONZESI, organizzata da Vladimiro Ferrari, che ha avuto spazio nel corrispondente catalogo della manifestazione, risultata peraltro alquanto incompleta per le difficoltà incontrate nella ricerca in tempi ristretti.
A più di un anno di distanza il risultato di accurate ricerche anche presso raccolte di privati, associazioni, società, è in questo libro che, per la sua originale squadernatura a taccuino, senza discostarsi dal formato standard dei cataloghi, ha consentito di offrire in apprezzabile veste e buona dimensione, la riproduzione di oltre duecento scatti fotografici.
Le didascalie sono state scritte a due mani da chi ha vissuto il periodo da bimbo a giovane e da giovane ad adulto, da Giorgio Crippa e Vittorio Bellini che ha anche curato il volume in ogni suo aspetto grafico e tipografico.
Anche se ancora con qualche lacuna, la pubblicazione racconta per immagini la storia di Monza dal '45 al '65, la vita di quei venti anni della nostra città.
La dedichiamo ai giovani e giovanissimi, come fosse un racconto del nonno; il racconto della crescita e dello sviluppo della città che abbiamo amato in modo anche partecipativo e che, nonostante sacrifici sovente vani, continuiamo ostinatamente ad amare.


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Aquaria. Le acque di superficie nel monzese. 
Catalogo della mostra: Arengario 31 gennaio - 28 febbraio 1997 
Tipografica sociale, gennaio 1997, pp. 80



L’Associazione NOVALUNA, attenta ai problemi del territorio cittadino, sensibile ai problemi ambientali, ha voluto presentare un aspetto fondamentale, emblematico per la sopravvivenza e la qualità della vita: quello dell’acqua.
In collaborazione con l’Agam ha affrontato il problema sul territorio monzese dal punto di vista storico, ambientale, amministrativo, con una ricerca e analisi attenta della cartografia reperibile presso gli archivi pubblici e le raccolte private in Monza. Ciò in una contenuta cornice illustrativa che va dal figurativo al letterario.
Più propriamente l’argomento è ristretto alle acque di superficie, scorrenti tra terra e aria, in un continuo scambio di componenti e proprietà con questi due elementi primordiali. L’acqua superficiale nelle forme del suo muoversi e scorrere sul territorio: fiume, roggia, canale artificiale, invaso. Con i suoi problemi di regolazione, inquinamento, depurazione. Nella sua ricchezza e generosità a fornire nutrimento ed energia. Le prospettive e i progetti di riordino e nuovi sfruttamenti delle sue potenzialità, in un bilancio positivo tra passato e presente.
Questo e altro ancora è il contenuto della mostra che NOVALUNA ha voluto, per far conoscere e apprezzare il valore delle acque cittadine: del suo fiume che da sempre l’attraversa nel suo corso naturale e nella importante derivazione del canale ottocentesco nato per l’agricoltura, oggi protagonista in una nuova stagione come approvigionatore di acqua potabilizzata, fornitore di energia dall’utilizzo dei suoi salti. È anche la storia della città nel modificarsi della fisionomia fisica, degli interessi economici, della popolazione nella sua composizione, dimensione, abitudini, esigenze.
L’intendimento più ampio di NOVALUNA è di indagare e far conoscere la realtà della città in cui opera, per meglio amarla con tutti i suoi problemi, in tutte le sue scelte felici e sbagliate, per essere pronti a battersi perchè in ogni campo sia bene amministrata.

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Testimonianze di Donne Monzesi dall'antifascismo alla Resistenza, 
a cura della Commissione Scuola e Cultura di ANPI sez. di Monza 
Presentazione di Tina Anselmi. Riedizione e stampa a cura di Novaluna 
Tipografica sociale, aprile 1995, pp. 112.


L'associazione NOVALUNA ha ritenuto di doversi presentare alla città, nell'anno della sua costituzione, con una proposta che fosse culturale e insieme politica, che si richiamasse in modo immediato ai valori di riferimento che hanno permesso a tante persone, diverse per storia personale e per formazione culturale e politica, di trovare le fondamenta su cui tentare di costruire una casa comune. 
La ricerca ci ha condotti, non casualmente e favoriti anche dal 50° Anniversario della Guerra di Liberazione, all'incontro con la raccolta di testimonianze di donne partigiane, a sua tempo realizzata dall'ANPI di Monza. 
Forti sono state le emozioni evocate dalle semplici parole di queste donne, tra loro diverse per provenienza socio-culturale e per le motivazioni che le hanno spinte a fare una "scelta di vita" così impegnativa, ma simili perché tutte mosse dalla stessa aspirazione: ridare libertà e dignità al proprio paese, avvilito e asservito dal nazifascismo e dalla guerra. 
Le esperienze riportate risultano molto vicine alla nostra realtà e per questo molto attuali: al di là del valore storico, assumono quindi il valore di monito e di indicazione di percorso ideale da seguire nei momenti difficili della storia, quando si sente aleggiare il rischio della perdita delle libertà fondamentali, dell'identità nazionale, così ben incarnata dalla Resistenza e dalla Costituzione da essa scaturita. 
Sarebbe stato un peccato che un patrimonio storico tanto importante per la nostra città andasse smarrito ed è stato automatico per noi di NOVALUNA farci carico della revisione e della ripublicazione del testo. 
E' nostra intenzione inoltre proporre questa nuova edizione anche come stimolo perché chi conoscesse altre donne o avesse vissuto l'esperienza della Resistenza, ma non fosse qui rappresentato per ragioni diverse, comunque indipendenti dalla volontà degli estensori e del curatore, si facca vivo per arrichire con nuovi contributi le testimonianze.
La ricerca a suo tempo effettuata, le interviste realizzate, gli obiettivi dei vecchi e dei nuovi curatori non rispondono al bisogno di raccogliere il maggior numero di testimonianze, ma a quello di documentare nel modo migliore e più esauriente possibile le esperienze di donne appartenenti a vari ceti sociali e a varie scuole politiche e culturali: è quindi indispensabile che chi voglia contribuire all'ampliamento di tali testimonianze tenga presente questi riferimenti.

Leggete a puntate il primo libro pubblicato da NOVALUNA, nel 1995, l'unico di cui non è possibile scaricare il pdf.

1° CAPITOLO:
Il castigo peggiore di quando ero bambina, non andare ai comizi.

La testimonianza di Paola Giannella.